Correva l’anno 1978.
Nel ‘70 era stato liberalizzato il divorzio e proprio mentre playtex ci deliziava con questa pubblicità, la legge dava il via libera all’aborto.
Nessuna etica ne discussione, era solo per introdurre un concetto fondamentale: la donna, nel 1978, aveva conquistato cose che negli anni ‘60 erano ritenute lontane anni luce. Le donne degli anni ‘70 erano suffragette moderne, insomma, il perbenismo stava iniziando a scomparire, anche se erano ancora in auge le gonne di flanella color cammello (mia mamma ne aveva un’intera collezione).
Questa pubblicità ha scatenato i miei istinti più perversi. Al diavolo, la Sonia non ha certo problemi di linea! Il suo problema fondamentale è la forma assolutamente innaturale che acquista il suo seno con il fantastico criss-cross! Gli amanti dello strano probabilmente apprezzeranno ma io, prima di uscire con due punteruoli degni di Aphrodai A, avrei di gran lunga preferito la clausura. La chiusura con i mutandoni da Bridget Jones poi risolleva la giornata.
Però mi ha colpito, lo ammetto.
Perchè ha tutto il fascino morboso dei fotoromanzi, dei tanto agognati Grand Hotel che le nonne comprano e tengono ben nascosti sotto il divano, tra un vangelo e il nuovo numero del giornaletto parrocchiale.
(…ma esiste ancora Grand Hotel?)

