Puffi – 1995

10 06 2007

Puffi

 

“Noi puffi siam così, noi siamo puffi blu, puffiamo suppergiù due mele e poco più”

“Scopri il profumo di questo numero”, che suspance.
Cosa mi toccherà questa settimana? Il muschio d’inverno gargamelliano oppure il mughetto sfiorito in cattività?
Mi ricordo che quando ero piccola c’erano due must in fatto di penne. Il primo era il pennone multicolore, la BiriBiro, il secondo era la penna al Mais (su qualche vecchia rivista sono sicura di avere l’ad).
Io amavo la penna al mais, in modo spassionato. Ne ho avuta solo una e la divorai nel giro di una settimana. Quando mia mamma si accorse che agognavo le penne al mais solo per mangiarle, lascio perdere i suoi buoni proposito naturalistici e non me ne comprò più. Il vantaggio della penna al mais era la sua biodegradabilità, insomma, si scioglieva, al contrario delle bic che dovevano essere frantumate.
Ero una bambina vorace.
Tornando ai Puffi proprio oggi mi interrogavo con il mio personal shopper su quale fosse il nostro puffo preferito. Lui ha votato per Nonno Puffo (per l’alternativo costume rosso), io il puffo Brontolone.
Puffo Jolly: Vanitoso.
Dopotutto lui sì che stava bene con tutto.
Ancora grazie a Michele per il contributo!





Zigulì – 1975 vs 1995

9 06 2007

ziguli 1975
Zigulì 1995

Oh, io ho sempre avuto un debole per le Zigulì. Forse perchè visto che le vendono solo in farmacia la mia coscienza salutista è sempre rimasta a tacere, anche se sono solo palline di zucchero (o di carie, se vogliamo saltare un passaggio).
Ma sì, è vero. In fondo le Zigulì fanno bene. E sono anche buone.
E allora dopo 20 anni il messaggio è sempre lo stesso: seppur vendute in farmacia le zigulì sono dannatamente buone e ti fanno tornare a quando avevi 6 anni. E chi se ne frega se il buonismo scorre a fiumi e se queste due ads facciano venire più carie di 10 scatole di zigulì. Sono perdonabili perchè forse sono quasi sincere.
Ma non sono più adatte ai bambini di oggi, che non sono più semplici come lo eravamo noi. Che agognavamo quelle alla fragola, festeggiavamo quando la mamma ci portava la scatolina compilation (tutti i gusti +1!) e ci accontentavamo persino dell’arancia con la vitamina C.
Ora invece c’è bisogno di un website con Wung che mangia quelle al mandarino e ha come frase karmika “il potere è controllo”, nemmeno fossero fatte di Shell V power.
O di Gritza, con annesso catenaccio d’oro al collo e dondolamenti degni di Jay Z.
Non dovevo andare su sito delle zigulì. Ma l’ho fatto.

Per queste due perle ringrazio Michele, che è stato il primo a accogliere l’appello di Ihateoldads. Aspetto i vostri contributi :) . Nel frattempo, sempre grazie  a Michele, anche i palati più raffinati e nostalgici saranno soddisfatti nei prossimi giorni.





Nintendo – 1992

7 06 2007


Nintendo Action SetNintendo Control Deck

Nintendo Game BoySuperNintendo

C’è una legge che vale per quelli che non hanno la fortuna di avere un’infanzia viziata. Più desiderai una cosa, più quella ti comparirà in ogni forma e in ogni luogo.
E’ assai improbabile che io a 8 potessi concepire quattro pagine consecutive di tutto quello che avrei ardentemente voluto e sapevo bene di non poter nemmeno desiderare. Sì, la pubblicità buona parte delle volte serve solamente a sviluppare un’inadeguatezza nei confronti del mondo che ti circonda.
La mia migliore amica dell’epoca (dio, esisteva ancora il concetto di migliori amiche!) aveva l’action set e io perdevo la testa ogni volta che lo vedevo. Solo che non era molto educato chiedere di poterci giocare e allora lo guardavo adorante, mentre lei si premurava a tirare fuori il camper d’oro di barbie (no, non avevo nemmeno quello ma ne ero quasi felice).
Duck Hunt e la pistola zapper, probabilmente l’unica cosa che spieghi perchè io adori Call of duty (e vorrei la Wii anche se so che non dovrei e non posso, perchè non ho voglia di farmi il braccio da culturista).
Ma anche se mi fanno sentire vecchia, un pò come andare alle feste anni ‘90, continuo a adorare l’otto bit.
E forse lo adoro proprio perchè non l’ho mai avuto.

(a dire il vero alla fine riuscii a mettere le mani sul supernintendo ma i giochi costavano troppo e continuai a giocare solo a uno, finendolo un migliaio di volte).

(successivamente mi sono accorta che queste ads portano la firma di Armando Testa. Chi lo avrebbe mai immaginato e sopratutto… sarà vero?)





Hydro-Gel Olaz – 1993

6 06 2007

hydro-Gel Olaz

Siamo sinceri. I nostri canoni di bellezza sono cambiati. L’acqua e sapone di Non è la rai non fa più tendenza oramai. Quindi largo alle pubblicità stracolme di femme fatale corrette in photoshop. Negli anni ‘90, i mitici ‘90, pure quelle un tantinello strabiche diventavano fotomodelle per prodotti di bellezza. E l’accostamento rosa/azzurrino, che dire?, fa a pugni con tutto il resto.
Ma c’è un qualcosa che mi commuove in questa pubblicità e che mi ha fatto mettere mano allo scanner.
La sfocatura sul viso della ragazza.
Il metodo più semplice e banale per cancellare le imperfezioni. Non a caso veniamo sempre tutti bene nelle foto sfocate. E possiamo pure dire… “eh, se non fosse stata sfocata!”.